chiacchiere piccole

Chiacchiere piccole.

Il cielo del Colorado sarà ancora
così azzurro
quando io sarò di nuovo a casa e
dovrei dirti
quei tuoi baci sulla fronte
non li ho capiti.

Sapessi,
quando il terreno mi scivola sotto i piedi
e rovescio la tazza di caffè
ascolto
la tua voce
mi calma.

Troverò la forma giusta
per essere me stessa
intanto
inciampo
ma mi calzo
a pennello.

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Donne

Rossetti calzoni
valigie borsette
un treno in ritardo
un libro già letto
un desiderio imperfetto
un ruolo da giocare
– famiglia figli matrimoni –
uno sguardo verso il mare
un appunto dimenticato
lo smalto sciupato
il fiato corto
di un amore nato storto
la dignità di figlia
madre
compagna
– una casa in campagna?
dovrei bere altro vino?
sembreresti
di certo
meno
inadatto –
un letto
sfatto.

Donne
che si trovano
in luoghi altri
patrie distanti
lontani gesti
diversi incubi
nelle notti spesse
ma una trama di sogni
alieni
elettrici
accende lo sguardo
e fa sorridere
di chi
non ti ha saputa
mai.
Donne femmine.
Donne come loro pare.
Le chiamerete puttane
che è snervante:
non le avrete avute
mai.
Quelle che sognano
non sono per tutti
si sa che fa comodo
viverle fragili
non forniscono alibi
fanno sentire piccoli
padroni
mai.

Se ti immergessi

Se ti immergessi nel buio del mio buio
e trovassi i coltelli nascosti tra le perle
i fantasmi celati dalle sete
il veleno in un vasetto accanto al miele

Se scavassi dentro a tutte le ferite
con le unghie, con i denti, con la spada
se ti spingessi fino a andare alla deriva
di pensieri nati in seno a una puttana

Se lì rovesciassi il buio del tuo buio
ogni morso senza risparmiarmi un grido
e se noi seduti in fondo a questo mare
fossimo ancora a stringerci la mano?

Un piede

Un piede
ha lasciato
il suolo
da un po’
L’altro piede
trepidante
spicca il passo
successivo
Noi
sospesi
in quel momento
di non
equilibrio
Sulle labbra
il caffè
di domattina.

Immaginarti
è così poco
in ogni caso
mi sembra
di svenire.

Tolosa

Vedi,
barchette di carta solcano il fiume.

Dando asilo ad amori
che non hai amato abbastanza
da volerli trattenere a riva,
lente verso il tramonto.

Scortando sogni di altri
che prendono spazio in soffitta,
con gesto di cortesia
scompaiono nel verdazzurro.

Ed in una vela rosa, tra le risa della riva
brulicante di desideri in prestito,
l’ombra di chi eri
lo specchio di chi sei
il profumo di chi avrai scelto di essere.

Sto.
In falso
equilibrio
su di un'onda illusoria:
solo acqua ferma.

Compiaciuta balìa
di una tempesta di spifferi,
un frenetico movimento che
pare quasi
vita.

Stiamo.
Ai bordi del pensiero dominante
lacerati
nell'incoerenza
dell'inazione:
un sollievo di egoismo.

I cani
affamati
all’inseguimento di prede
chimeriche
            di sola bellezza.