chiacchiere piccole

Chiacchiere piccole.

Il cielo del Colorado sarà ancora
così azzurro
quando io sarò di nuovo a casa e
dovrei dirti
quei tuoi baci sulla fronte
non li ho capiti.

Sapessi,
quando il terreno mi scivola sotto i piedi
e rovescio la tazza di caffè
ascolto
la tua voce
mi calma.

Troverò la forma giusta
per essere me stessa
intanto
inciampo
ma mi calzo
a pennello.

Se ti immergessi

Se ti immergessi nel buio del mio buio
e trovassi i coltelli nascosti tra le perle
i fantasmi celati dalle sete
il veleno in un vasetto accanto al miele

Se scavassi dentro a tutte le ferite
con le unghie, con i denti, con la spada
se ti spingessi fino a andare alla deriva
di pensieri nati in seno a una puttana

Se lì rovesciassi il buio del tuo buio
ogni morso senza risparmiarmi un grido
e se noi seduti in fondo a questo mare
fossimo ancora a stringerci la mano?

Un piede

Un piede
ha lasciato
il suolo
da un po’
L’altro piede
trepidante
spicca il passo
successivo
Noi
sospesi
in quel momento
di non
equilibrio
Sulle labbra
il caffè
di domattina.

Immaginarti
è così poco
in ogni caso
mi sembra
di svenire.

Tolosa

Vedi,
barchette di carta solcano il fiume.

Dando asilo ad amori
che non hai amato abbastanza
da volerli trattenere a riva,
lente verso il tramonto.

Scortando sogni di altri
che prendono spazio in soffitta,
con gesto di cortesia
scompaiono nel verdazzurro.

Ed in una vela rosa, tra le risa della riva
brulicante di desideri in prestito,
l’ombra di chi eri
lo specchio di chi sei
il profumo di chi avrai scelto di essere.

Sto.
In falso
equilibrio
su di un'onda illusoria:
solo acqua ferma.

Compiaciuta balìa
di una tempesta di spifferi,
un frenetico movimento che
pare quasi
vita.

Stiamo.
Ai bordi del pensiero dominante
lacerati
nell'incoerenza
dell'inazione:
un sollievo di egoismo.

I cani
affamati
all’inseguimento di prede
chimeriche
            di sola bellezza.

È notte

È notte.
Una luna magra
languidamente siede
e attende il riposo del giorno.
Come un vezzo, uno svolazzo
mi chiede in un sussurro
tra le persiane scure
se dopotutto
– dopo tutto il tè, le torte o i gelati-
un amore stato
svanisce mai davvero, nella notte.

– Mi confessa, mai
ho visto volar via
un amore che è stato
nel buio della notte –

A volte, mi dice
fuggirà a nascondersi in una grotta
scavata a mani nude
Altre volte
lo chiuderai con un lucchetto

Ma, le dico
Certe volte guardo
e vedo coi suoi occhi
Annuso un libro
e mi si arricciano le sue narici
Struscio le dita su una foglia
per saggiarla sui suoi calli
E il sapore di un buon vino
colora le sue labbra.

Mi addormento.